Mudec: dove c’era l’Ansaldo, ora c’è il Museo delle Culture

via Tortona, 56 • Orario: (Eccetto le aperture straordinarie) lunedì: 14.30-19.30 - martedì, mercoledì, venerdì, domenica: 9.30-19.30 - giovedì e sabato: 9.30-22.30
Tel. 02 54917 - Biblioteca: 02 88463614 - Ristorante 02 84293701 - Bistrot 02 84293706 info@mudec.it
Mude-Milano
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Mattoni a vista, ampie finestre, decori, inferriate in ferro battuto… impossibile non restare affascinati dall’architettura industriale dell’ex stabilimento Ansaldo, le cui origini risalgono ai primi del Novecento. Il fatto che un tesoro architettonico della città custodisca, a sua volta, un tesoro culturale in uno spazio di design altrettanto importante, è un valore aggiunto che poche metropoli possono vantare.

 

Per questo la nascita del Mudec, il Museo delle Culture, inaugurato in tempo per Expo, il 27 marzo del 2015, è stata salutata con particolare entusiasmo dai milanesi. Ma non si tratta solo di uno spazio espositivo che ospita mostre internazionali temporanee: dal 28 ottobre 2015, infatti, ha aperto al pubblico anche la collezione permanente di oltre 200 opere e documenti che appartengono alle raccolte etnografiche della città (selezione ragionata di oltre 8000 pezzi) e che non erano esposte e riordinate da oltre cinquant’anni.

 

La mostra-evento che apre il 2018 è, dall’1 febbraio al 3 giugno, Frida Kahlo. Oltre il mito. Un progetto espositivo curato da Diego Sileo, frutto di sei anni di studi e ricerche, che punta a dare una nuova chiave di lettura attorno alla figura dell’artista messicana. Per la prima volta in Italia, si possono ammirare tutte le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection, ma anche registrazioni e documenti d’archivio mai visti prima. Quattro le sezioni da attraversare per scoprire la vera Frida: Donna, Terra, Politica, Dolore. Dal 30 maggio al 3 giugno, la mostra si chiude con la Fiesta de Frida: eventi, teatro, musica e aperture straordinarie per salutare Frida Kahlo e prepararsi all’arrivo di Modigliani Art Experience.

 

Il Mudec – Museo delle culture è anche un polo multidisciplinare dedicato alle diverse testimonianze e culture del mondo. Per questo offre una vasta biblioteca con 4000 opere a disposizione del pubblico (solo su appuntamento) e il Forum delle città del mondo che organizza incontri, eventi, conferenze e laboratori creativi. A completare il quadro di un luogo di riferimento unico in città si trovano il bookshop temporaneo, dedicato alle mostre in corso, il Design Store con pezzi unici da tutto il mondo,  il Mudec restaurant (con vista) al terzo piano e il Mudec bistrot al piano terra (aperto tutti i giorni dalle 7,30 alle 23), entrambi affidati alle sapienti mani di Enrico Bartolini, chef 2 stelle Michelin.

 

Tutto questo è frutto di una sinergia, unica in Italia, tra Comune di Milano e il Gruppo 24 ORE, pubblico e privato, che ha visto nascere un nuovo modo di fare cultura e la Mudec Academy, accademia di alta formazione nei settori della cultura, arte, moda, design, food, turismo e digitale, collegata alla 24Ore business school.

 

Per saperne di più: mudec.it

 

 

==> Curiosità perMilano: La nascita dello stabilimento ex Ansaldo risale al 1904, quando l’impresa eletromeccanica Roberto Züst insediò i primi edifici produttivi. L’attuale forma dello stabilimento si è consolidata negli anni Trenta. Dopo il passaggio nel 1966 all’Ansaldo, lo stabilimento continua la sua attività produttiva fino alla progressiva dismissione negli anni Ottanta con il generale processo di deindustrializzazione del quartiere.

Nel 1989 il Comune di Milano acquista l’intera area in disuso con il vincolo di utilizzo a servizi culturali e bandisce (10 anni dopo) un concorso internazionale di architettura per la riconversione di parte del complesso (sede dal 2001 anche dei Laboratori della Scala) ad attività culturali e museali, vinto nel 2000 dall’architetto britannico David Chipperfield.

Il progetto elaborato si è basato sul restauro di alcuni corpi di fabbrica e la costruzione di un nuovo edificio all’interno dell’ex stabilimento da dedicare al Museo delle Culture (Mudec), senza spigoli e con facciate interne luminescenti (fonteTurismo Milano). Il progetto, secondo Chipperfield, necessitava di alcune modifiche non completate in tempo per il giorno dell’apertura, ciò ha creato tensioni tra il suo studio e il Comune di Milano che hanno portato a prevedere una vera inaugurazione ufficiale soltanto a lavori completati.

 

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